Erasmo… a remi

La passione per il mare fin da giovane

Erasmo solleva con una mano il suo singolo a remi

Erasmo mostra la leggerezza dello scafo.

Nella seconda metà degli anni Venti del secolo scorso, Erasmo era iscritto ai Canottieri Piceni, un’associazione dilettantistica di Porto S. Giorgio. All’epoca lavorava in un laboratorio di falegnameria che faceva mobili, per cui venne istintiva la voglia di costruire un’imbarcazione.

Costruì quindi un singolo 1x (Skiff) a remi. Siccome non aveva a disposizione un locale adatto, lo costruì nella soffitta di casa e poi lo calò dall’abbaino: era il 23 Aprile 1930 ed Erasmo era poco più che ventenne.

Nelle foto successive si vede Erasmo a terra ed in mare con la sua prima creazione.

Erasmo a terra con il suo primo singolo a remi

Erasmo in mare con il singolo a remiErasmo voga sul singolo lungo la costa

Il singolo a remi di Erasmo in mare apertoErasmo al posto di voga del suo primo singolo

I Canottieri Piceni

Alcune immagini degli appassionati di voga.

I soci dei Canottieri Piceni ritratti a terra

A terra. Erasmo è l’ultimo in piedi a destra.

Un due di punta dei Canottieri Piceni in mare

Due di punta, in mare.

I pattini di Erasmo

Qui siamo già alla fine degli anni Quaranta: Erasmo si cimenta nella costruzione dei pattini.

I pattini di Erasmo sulla spiaggia di Porto San Giorgio

Durante l’ultima guerra, Erasmo era stato richiamato militare a lavorare nei Cantieri Gaetani di Civitanova Marche, come capo operaio per la costruzione di lance di salvataggio per la Marina Militare. Lì aveva conseguito il brevetto di Maestro d’Ascia.

Nel dopoguerra la ripartenza delle attività artigianali è stata molto lenta, per cui per sbarcare il lunario, in estate, Erasmo noleggiava i pattini ai turisti che frequentavano la spiaggia di Porto S. Giorgio. Per la maggior parte di loro era l’unica possibilità di uscire in mare.

Quindi, con le conoscenze acquisite e la precedente esperienza di canottaggio, aveva sviluppato la creazione di tre diversi tipi di pattini:

Erasmo seduto su un pattino da corsa

Erasmo seduto su un pattino da corsa, dietro un Doppio.

  • Singolo “da corsa”, per un solo rematore ed eventualmente un passeggero. Costituito da un doppio scafo di dimensioni snelle e affusolate, un posto di voga con carrello scorrevole e due remi.
  • Doppio “da corsa”, per due rematori ed un eventuale passeggero. Due posti di voga con carrello e quattro remi.

Un pattino da passeggio di Erasmo

Il pattino da passeggio.

Il pattino da passeggio era caratterizzato da un doppio scafo di dimensioni maggiori e più alto sul livello del mare, con un sedile per il rematore ed un sedile per due o tre passeggeri.

I pattini di Erasmo erano giudicati i migliori disponibili sulla spiaggia, a giudizio degli appassionati. Indubbiamente erano i più leggeri e più ergonomici (la posizione per remare era più comoda ed efficace). Inoltre Erasmo era il solo ad avere i pattini con carrello mobile per due rematori (lunghezza 6 m) ed uno dei pochi a costruire i pattini a carrello mobile singolo da 5 m, con remi da 2,7 m. Questi fattori uniti alla leggerezza conferivano all’imbarcazione prestazioni elevate e suscitavano l’entusiasmo di chi amava remare in modo più sportivo.

Nota tecnica

La creazione dei pattini da corsa è stata una intuizione di Erasmo: all’epoca nessuno sulla spiaggia di Porto S. Giorgio aveva questo tipo di pattini, nemmeno nel Tirreno dove i pattini erano diffusi.

Questo tipo di scafo richiama la modalità di voga dello Skiff (carrello scorrevole, remi lunghi) ma la rende fruibile a tutti: il doppio scafo, infatti, non richiede l’equilibrio del rematore e l’attenzione nella voga come il singolo 1x.

I pattini tirati in secco sulla spiaggia a fine giornata

Il rimessaggio serale.

La ripresa economica del dopoguerra ha reso Porto San Giorgio città di villeggiatura.

Il lungomare centro di Porto San Giorgio nei primi anni Cinquanta

Porto S. Giorgio, primi anni ’50, Lungomare Centro. Si nota l’edificio del Grand Hotel, sulla spiaggia a sinistra l’edificio della sede della Lega Navale e sulla battigia, sempre a sinistra, i pattini di Erasmo: erano riconoscibili perché verniciati di azzurro con i bordi alti degli scafi rossi.

La nautica da diporto era inesistente e quasi nessuno aveva un’imbarcazione. Chi andava al mare non aveva grandi possibilità di andare per mare. Alcuni pescatori portavano a spasso gruppi di turisti sulle lancette a vela, che in altri tempi venivano usate per la pesca, per cui l’avvento dei pattini a noleggio costituì una grande novità ed un successo anche sotto il profilo economico.

Fino ai primi anni ’60 sul litorale sangiorgese c’erano un centinaio di pattini a noleggio di Erasmo, Forgià, Amorino, Poldo, Cesare (il fratello di Erasmo), tutti verniciati con colori diversi per avvistarli da lontano.

Nel corso degli anni Sessanta, col progredire della nautica da diporto e la diffusione delle imbarcazioni personali, i pattini a noleggio sono caduti in disuso a vantaggio dei pattini di proprietà; inoltre i pattini in legno richiedevano una indispensabile manutenzione annuale di riverniciatura, non necessaria per le imbarcazioni in vetroresina.

Erasmo ha continuato a costruire degli esemplari di pattini per uso personale, che poi magari vendeva per costruirne altri.

Questi nuovi pattini costituivano delle vere e proprie realizzazioni uniche e innovative nell’uso dei materiali più moderni (il compensato marino al posto delle assi di legno di abete). Nelle forme, ad esempio il pattino a carrello scorrevole con scafi asimmetrici per limitare la risalita dell’acqua sotto al rematore. O nell’allestimento, quale il pattino da passeggio, con scafi maggiorati, a remi, motore fuoribordo e vela (con la vela dell’Optimist) con cui andava a pescare ormai ottantenne.

Le jole a remi

Erasmo costruì 2 jole a 4 remi per la sezione della Lega Navale, che venivano usate dai soci sportivi, come descritto nella storia Dal modello al mare.

La quattro jole con timoniere in mare

L’ultimo singolo

L’ultima imbarcazione a remi.

Alla fine degli anni Ottanta, Erasmo era ormai in pensione e si dedicava ai suoi hobby; comunque decise di costruire un singolo 1x a remi (questo scafo è descritto anche nella storia Dal modello al mare).

Nella realizzazione di questo scafo ha messo tutta l’esperienza accumulata negli anni per fare un’imbarcazione perfetta. Alcuni dati:

  • lo scafo è lungo 5 m e largo circa 40 cm, pesa meno di 20 kg;
  • è stato realizzato a partire da un modello, da lui ideato, e da cui ha costruito uno stampo a tre parti;
  • il fasciame in lamellare di cedro, in tre strati di cui i primi due a 45° ed il terzo longitudinale;
  • finitura a legno con vernice trasparente;
  • supporto scalmi in acciaio inox;
  • remi lunghi 2,7 m;
  • baricentro basso per migliorare l’equilibrio e rendere l’imbarcazione adatta ai rematori “della domenica”.

Una imbarcazione unica.

L’ultimo singolo visto di prua

L’ultimo singolo visto dal lato destro

L’ultimo singolo a remi, vista d’insiemeIl posto di voga dell’ultimo singolo

Luigi Silenzi