Dal modello al mare
L’arte del mezzo modelloLa maestria artigianale di Erasmo
Erasmo non aveva un’istruzione elevata, né era un disegnatore esperto. Ciononostante, nel corso della sua vita ha ideato e costruito imbarcazioni splendide e perfettamente funzionali, affidandosi a una sapiente tecnica tradizionale: il mezzo modello a strati sovrapposti.
Il suo processo costruttivo si articolava in passaggi precisi:
- Il blocco iniziale: partiva da un blocco di legno formato da strati spessi 10 mm, uniti temporaneamente da perni in legno o viti.
- La modellazione: sagomava il blocco per creare una copia in scala 1:10 dello scafo (ad esempio un motoscafo), riproducendone accuratamente solo la metà longitudinale.
- La tracciatura: una volta soddisfatto delle linee estetiche e funzionali, tracciava sul lato piatto del modello delle linee verticali (ortogonali agli strati), in corrispondenza della futura posizione dei madieri.
- Il rilievo delle misure: smontava i singoli strati di legno e rilevava le larghezze precise per ogni piano trasversale, che corrispondevano ai madieri.
- Lo scheletro: queste quote permettevano di impostare l’ossatura reale della barca, posizionando i madieri alle distanze stabilite.
- L’assemblaggio: fissava la chiglia, il dritto di prua, lo specchio di poppa e i longheroni per bloccare la struttura in posizione.
- Il rivestimento: chiudeva lo scafo applicando i fianchi con fasciame in legno (clinker) o in compensato marino, le cui forme venivano ricavate direttamente dallo scheletro definitivo.
Il primo motoscafo
Nei primi anni Cinquanta venne richiesto ad Erasmo di costruire un motoscafo per un motore fuoribordo da 20 CV. Lui ideò e costruì lo scafo usando la tecnica sopra descritta.

Il mezzo modello longitudinale in scala 1:10 utilizzato per definire le linee d’acqua esterne. Sul lato piatto sono riportate le linee verticali tracciate a matita in corrispondenza dei futuri madieri.

La scomposizione del modello: sfilando i perni di giunzione, Erasmo separava gli strati in legno da 10 mm per rilevare le misure di larghezza millimetrica di ciascun piano trasversale.

Dal modello in legno alla realtà: il motoscafo con motore fuoribordo, ultimato e pronto per essere messo in mare. La precisione geometrica dello scafo deriva interamente dalle quote rilevate dal modello.
Il secondo motoscafo
Le foto seguenti si riferiscono a un motoscafo con motore fuoribordo da 40 HP, commissionato alla fine degli anni Sessanta. Lo scafo è più grande, oltre 4 m, e ha delle linee che evitano gli spruzzi d’acqua ai passeggeri.

Il mezzo modello del secondo motoscafo. La sagomatura a mano del blocco di legno permetteva ad Erasmo di valutare in anticipo l’equilibrio estetico e la fluidità delle linee dello scafo.

Vista interna dei piani: i fori ospitavano i perni in legno che bloccavano temporaneamente gli strati. Questa tecnica permetteva di ricostruire lo scheletro reale posizionando chiglia e longheroni.

L’imbarcazione completata. I fianchi in compensato marino sono stati modellati attingendo alle misurazioni strutturali dello scheletro derivato dal semi-modello.
A remi
Il canottaggio tradizionale e la quattro jole. Questa sezione è dedicata alle imbarcazioni sportive a remi costruite da Erasmo, utilizzate per gli allenamenti e le competizioni lungo il litorale.

Il modello creato da Erasmo per realizzare due imbarcazioni a 4 remi più timoniere (nello specifico, una quattro jole con timoniere).

Il giorno del varo della prima imbarcazione, sulla spiaggia di Porto San Giorgio. L’equipaggio è costituito da amici di Erasmo: da sinistra Giuliani, Tizi, Romagnoli, xy, Erasmo.

La quattro jole con timoniere durante una sessione di voga di punta in mare aperto. Si nota l’armonia dell’assetto e l’eleganza delle linee d’acqua dello scafo progettato e sagomato da Erasmo. Erasmo è il primo rematore a sinistra ed io ero a prua: dovevo avere circa 13 anni.

I giovani leoni dell’epoca, della Lega Navale di Porto San Giorgio, che usavano l’imbarcazione. Il terzo rematore da sinistra è l’avv. F. Emiliani, poi regatante con i Dinghy e gli FD e grande appassionato di vela. La foto mette in risalto lo scafo della quattro jole in legno, caratterizzato dal classico fasciame a tavole sovrapposte (clinker) che garantiva robustezza e stabilità tra le onde, lo stesso tipo di fasciame adottato nei Dinghy.
Nota tecnica
La jole (o iole) è l’imbarcazione regina del canottaggio costiero tradizionale. Costruita interamente in legno, richiedeva una grandissima maestria per far combaciare perfettamente le tavole sovrapposte dello scafo senza sacrificare la leggerezza necessaria alla velocità.
Le caratteristiche visibili che definiscono questo scafo sono:
- Il fasciame a clinker: le tavole di legno sovrapposte lungo i fianchi della barca, ben visibili nelle foto scattate sulla spiaggia. È la tipica costruzione tradizionale e robusta delle jole da mare.
- La voga di punta: nella foto in mare si vedono chiaramente i quattro rematori disposti in linea, ognuno dei quali impugna un singolo remo lungo montato alternativamente a destra e a sinistra, mentre il timoniere siede a poppa per dirigere la rotta.
- I lunghi remi: i rematori tengono in mano i remi in posizione verticale sulla spiaggia, mostrando la tipica impugnatura da voga classica.
L’ultimo a remi
Negli anni Ottanta Erasmo si è dedicato a realizzare l’ultimo singolo (1X) a remi, costruito usando la tecnica del fasciame lamellare, come venivano costruiti FJ e FD.

Per realizzare questo scafo, Erasmo ha costruito lo stampo su cui modellare il fasciame lamellare.

Lo stampo è costituito da 3 parti unite tra loro. Questo è stato necessario, altrimenti non sarebbe stato possibile separare lo scafo dallo stampo a causa dei sottosquadri a prua e a poppa.
Ed infine lo scafo finito.


Lo scafo ultimato, visto di prua e di poppa.

Particolari del posto di voga.
Luigi Silenzi